UCIMU: nel quarto trimestre 2025 ordini di macchine utensili in calo (-13,6%). Ordini interni -2,9%, ordini esteri -17,1%
Nel quarto trimestre 2025, l’indice degli ordini di macchine utensili, elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ha registrato un calo del 13,6% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2024. Il valore assoluto dell’indice si è attestato a 68 (base 100 nel 2021). Sul fronte interno, gli ordini hanno segnato un arretramento del 2,9%, rispetto al quarto trimestre del 2024, per un valore assoluto di 56,3. Più pesante è stato il risultato degli ordini raccolti oltreconfine, che hanno registrato un calo del 17,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il valore assoluto dell’indice si è attestato a 69,3.
Su base annua, la raccolta ordini resta in territorio positivo grazie al segno più registrato nei primi tre trimestri e si concretizza in un +3,1% (67,6 indice assoluto) rispetto al dato 2024; +38,9% gli ordini interni (indice assoluto 55,1); -9,4% gli ordini esteri (indice assoluto 76,4). Riccardo Rosa, presidente UCIMU, ha affermato: “Il risultato complessivo della raccolta ordini relativo al 2025 è in linea con quello degli ultimi 2 anni e, dunque, ancora una volta deludente. Con riferimento in particolare all’ultimo trimestre - ha aggiunto Riccardo Rosa - appare evidente che al rallentamento dell’attività sui mercati esteri non è corrisposta una sostanziale ripresa sul mercato domestico. Sul fronte interno, i risultati raccolti dimostrano che il piano 5.0 non ha funzionato come avrebbe dovuto. Certo, il provvedimento, insieme al 4.0, ha mosso un po’ la domanda, ma gli innumerevoli start and stop hanno reso tutto poco fluido fino alla sua conclusione a dicembre”.
“Ora - ha continuato Riccardo Rosa - siamo in attesa dei decreti attuativi del nuovo provvedimento che accompagnerà gli investimenti in nuove tecnologie da qui al 2028. Le imprese italiane hanno grandi aspettative rispetto a questo provvedimento, soprattutto per la durata che permette una migliore pianificazione degli acquisti da parte degli utilizzatori e, quindi, anche una più efficace e efficiente distribuzione dell’attività produttiva delle nostre aziende. Crediamo, però, sia fondamentale che i decreti arrivino a strettissimo giro per poter operare da subito con chiarezza, dando sostegno alla domanda in un momento in cui lo scenario internazionale mette a dura prova i sistemi industriali delle economie tradizionali”.
“Volgendo lo sguardo oltre confine, il contesto di grande incertezza, determinato dall’instabilità geopolitica, incide pesantemente sui risultati delle nostre imprese che, sul fronte estero, si trovano oggi precluse molte opportunità di business. I conflitti aperti, la strategia commerciale di Trump con le continue ritrattazioni in merito ai dazi, la crisi dell’automotive e della Germania, la chiusura e l’ormai inaccessibilità di alcuni mercati, quali Russia e Cina, limitano molto quella che da sempre è uno dei nostri punti di forza, ovvero l’attività esportativa”. “A questo proposito - ha affermato Riccardo Rosa - accogliamo con grande favore la firma dell’accordo di libero scambio appena siglato da UE e India, un Paese dalle enormi potenzialità di sviluppo e crescita, potenzialità che sicuramente i costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione sapranno cogliere al meglio. D’altra parte, con 135 milioni di euro di export (nei primi 9 mesi del 2025, ultimo dato disponibile), l’India è oggi il nostro quarto mercato di sbocco e crediamo che il trattato appena firmato, insieme all’abrogazione da parte del Ministero delle Industrie Pesanti dell’ordine “Omnibus”, che avrebbe dovuto entrare in vigore a inizio 2026 e che avrebbe vincolato l’import di macchinari all’ottenimento della licenza BIS, daranno ulteriore slancio alla nostra attività nell’area”.
“Al contrario - ha aggiunto il presidente Rosa - consideriamo la decisione di rinviare l’accordo UE-Mercosur ad una valutazione della Corte un duro colpo per l’industria manifatturiera e, in particolare, per la macchina utensile italiana, che da sempre guarda con attenzione anche ai mercati emergenti o con andamenti altalenanti come sono quelli dell’area. Molti di quei Paesi, primo fra tutti il Brasile, rappresentano mercati potenzialmente interessanti per le nostre aziende, di cui gli utilizzatori locali apprezzano alta qualità e personalizzazione dell’offerta. Per questo, occorre intervenire al più presto per dare attuazione all’accordo che libererebbe oltretutto le nostre vendite da molte imposte daziali attualmente in vigore. Anche in virtù di questo accordo, nell’ultimo biennio, l’associazione ha potenziato le sue iniziative dedicate ai Paesi dell’America Latina. Oltre alle missioni esplorative svolte in Brasile, pensate per rafforzare le partnership con il sistema locale fatto di istituzioni, imprese e organizzazioni di rappresentanza, UCIMU ha avviato interessanti interlocuzioni con le organizzazioni di rappresentanza industriale dell’Argentina, propedeutiche a nuove collaborazioni tra le industrie dei due Paesi. Non abbiamo poi tralasciato i cosiddetti “Paesi associati” e “osservatori” legati all’accordo, certi che anche questi potranno offrire opportunità interessanti per i costruttori italiani. Tra gli associati al Mercosur abbiamo volto l’attenzione sul Cile ove, a seguito di una missione di ricognizione, è stato messo allo studio un progetto di sviluppo di un Centro Tecnologico. Tra i Paesi osservatori dell’accordo, invece, il nostro obiettivo è puntato sul Messico dove, da inizio 2025, è operativa l’Oficina Italiana de Promotiòn Mexico, un desk che opera per supportare le aziende italiane nell’attività di conoscenza e penetrazione del mercato, rilevante anche per l’area del Centro e Nord-America. Non possiamo permettere - ha concluso il presidente Rosa - che le grandi potenzialità delle imprese e il lavoro fatto dalle organizzazioni, come la nostra, siano vanificati da una decisione assolutamente insensata. Ne va della competitività del manifatturiero europeo”.
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE ENTRA IN FABBRICA: IL GRUPPO DI LAVORO FABBRICA DIGITALE UCIMU TRACCIA LA ROTTA PER LA COMPETITIVITÀ DELLE MACCHINE UTENSILI
Trasformare l’Intelligenza Artificiale e i nuovi quadri normativi europei in leve concrete di crescita per il manifatturiero avanzato. È questo il messaggio emerso durante l’incontro del Gruppo di Lavoro “Fabbrica Digitale” UCIMU, tenutosi presso la sede del centro di innovazione digitale Cefriel di Milano. L’incontro ha visto la partecipazione attiva di oltre 20 imprese associate a UCIMU. L’evento, aperto da Davide Della Bella, Direttore Generale UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, e da Alessandro De Biasio, Amministratore Delegato Cefriel, ha segnato l’avvio di un percorso di collaborazione basato su tre linee d’azione: l’analisi tecnica e manageriale dei dati, la collaborazione con esperti e centri di ricerca e lo sfruttamento dei finanziamenti a sostegno dell’innovazione.
Infrastrutture, innovazione e compliance legale
Al centro del dibattito è emersa la necessità di una IA “antropocentrica”, che mantenga la persona al centro dei processi produttivi per migliorare l’efficienza e la qualità. In questo contesto, il ruolo dei partner legali e tecnologici è stato fondamentale per delineare i pilastri della fabbrica del futuro:
- Quadro Normativo e Data Act: lo Studio Legale ISL e P4I hanno approfondito le implicazioni del Data Act e i principi di condivisione dei dati industriali. Il loro contributo è essenziale per guidare le aziende nella gestione della proprietà dei dati e nella definizione di strategie di compliance per l’adozione di soluzioni innovative basate sull’utilizzo dei dati.
- Intelligenza Artificiale come alleata strategica: Cefriel ha sottolineato come l’IA richieda un approccio mirato per essere integrata nelle macchine e nei sistemi e generare valore per i clienti. Cefriel mette a disposizione la propria esperienza al servizio dell’ecosistema del machinery, offrendo alle aziende percorsi personalizzati per assessment strategici, roadmap di adozione dell’IA e sperimentazioni reali.
- Infrastrutture HPC e fondi CINECA: l’iniziativa IT4LIA mette a disposizione servizi e infrastrutture di calcolo avanzate, per supportare l’ecosistema dell’Intelligenza Artificiale nazionale.
- 5G industriale e cloud: asset indispensabili, presentati da TIM Enterprise, per garantire la trasmissione e la gestione dei dati in tempo reale, necessarie ai sistemi intelligenti.
- Data Space e Machinery X: il ruolo della piattaforma è quello di agire come catalizzatore per la condivisione sicura e sovrana dei dati tra i player coinvolti nelle applicazioni di Intelligenza Artificiale.
Visioni e prospettive dal tavolo di lavoro
“L’intelligenza artificiale non è più solo una prospettiva futura, ma è una variabile determinante per l’efficienza dei processi e la qualità del prodotto finito. Per le nostre aziende, l’integrazione dell’intelligenza artificiale è strettamente legata alla disponibilità dei fattori abilitanti: solo attraverso l’adozione di data space, di tecnologie cloud e del 5G è possibile estrarre valore reale dai dati che si hanno a disposizione. Questa sinergia, che va resa compatibile con il perimetro normativo, è la chiave per mantenere la leadership globale del settore”, ha affermato Davide Della Bella, Direttore Generale UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE. “Il nostro obiettivo è supportare le imprese nella costruzione della Fabbrica Digitale, trasformando i dati in valore tangibile. Attraverso il confronto costante, identifichiamo casi industriali reali e avviamo sperimentazioni che garantiscano sicurezza e sovranità del dato, ponendo le basi per una crescita sostenibile del comparto grazie a ecosistemi industriali avanzati”, ha rilevato Alessandro De Biasio, Amministratore Delegato del Cefriel.