Un museo a cielo aperto nel cuore della natura, una pietra miliare culturale e artistica nel Sultanato dell’Oman
Oggi possiamo ammirare le statue dell’antico Egitto, di Palmyra o Petra e conoscere la storia di civiltà millenarie, come quella dei Faraoni, dei Romani o dei Nabatei, grazie a coloro che credettero nella possibilità di catturare e rendere immortali i momenti, trasmettendo, al contempo, storie lunghe migliaia di anni. Da allora, la passione per la scultura ha contribuito a farne una delle arti più rilevanti. Pur trattandosi di elementi storici inanimati, le sculture possiedono una forza espressiva tale da trasformarsi in un linguaggio visivo capace, talvolta, persino di sostituire le parole di uno scrittore o la testimonianza di un osservatore.
Da oggetti, esse diventano narratori di eventi. Affascinato da questa dimensione emotiva e comunicativa, un collettivo di giovani artisti omaniti ha deciso di partecipare alla costruzione di questa storia, partendo dal materiale più visibile e tangibile del proprio presente: la pietra. Da questa visione è nato il Campo di Scultura Internazionale. Il progetto è stato realizzato nella storica città di Sohar, scelta non casuale, ma profondamente legata alla maestosa civiltà sviluppatasi in questa regione, dove la pietra - il materiale più nobile per la scultura - rappresenta da sempre un elemento identitario. In seguito al recente rinascimento economico e sociale del Sultanato dell’Oman, si è progressivamente manifestata la necessità di un parallelo risveglio culturale.
Dopotutto, un’ala sola non permette di volare. Nel corso delle sue numerose edizioni, il Campo Internazionale di Scultura di Sohar ha ampliato i propri orizzonti artistici, accogliendo scultori di fama internazionale provenienti da Paesi e culture differenti. Le opere realizzate costituiscono, oggi, una testimonianza viva del fatto che il Sultanato dell’Oman è un Paese di cultura, arte e pace. Questo grande evento, che sin dall’inizio ha saputo mettere radici e sviluppare nuove diramazioni, non solo riflette il valore dell’arte in Oman, ma assume anche una responsabilità umana globale, diffondendo messaggi multilingue portati da scultori provenienti da tutto il mondo e destinati a un pubblico universale.
In tal modo l’Oman, e Sohar in particolare, sono divenuti luoghi di pellegrinaggio per gli artisti contemporanei, un museo di arte contemporanea a cielo aperto, capace di racchiudere innumerevoli idee in una sola pietra. Il Campo Internazionale di Scultura di Sohar rappresenta, inoltre, un importante sostegno per il turismo, sia interno che internazionale, e si sta affermando come un significativo punto di riferimento culturale e artistico, la cui rilevanza si estende nel tempo e nello spazio.
XII CAMPO INTERNAZIONALE DI SCULTURA DI SOHAR
Dal 1 al 14 febbraio 2025, il Sohar Art Team ha organizzato la dodicesima edizione del Campo Internazionale di Scultura, presso il suggestivo sito immerso tra le montagne di pietra calcarea di Wadi Al-Jizzi, nel Wilayat di Sohar. Nel corso degli anni, questo evento è divenuto uno degli appuntamenti artistici di maggior rilievo della regione, offrendo agli scultori uno spazio dedicato all’espressione creativa, allo scambio culturale e all’immersione nella natura. Il Campo rientra tra le iniziative promosse da Sohar Art, volte a sostenere il movimento artistico e a fornire un terreno fertile, in cui gli scultori possono creare, interagire e condividere esperienze.

La manifestazione si configura come una piattaforma dinamica e interattiva, capace di riunire artisti selezionati dal panorama mondiale per vivere due settimane di intensa esperienza creativa e umana. L’edizione di quest’anno ha accolto 15 scultori, provenienti da undici Paesi:
- Oman: Ahmed Al-Shabibi, Abdulaziz Al-Mamari, Ahmed Al-Ajmi, Hussein Al-Sheikh
- Spagna: Antonio Vigo
- Italia: Stefano Sabetta e Antonella Tiozzo
- Siria: Aktham Abdulhamid
- Iraq: Salam Mohammed Saeed
- Kuwait: Fahad Al-Hajri
- Georgia: Taliko Toidze
- Romania: Petre Mogosanu
- Russia: Ilia Mishanin
- Polonia: Wiktor Kopacz
- Iran: Enayat Sahraei.
Il Campo è stato inaugurato da Sua Eccellenza Mahmood bin Abdullah Al-Owainee, Segretario Generale del Ministero delle Finanze, nel corso di una celebrazione che ha visto la presenza di dignitari, ambasciatori, sostenitori dell’arte e artisti visivi. L’evento ha decretato l’avvio ufficiale delle attività e dei programmi correlati. Durante questa edizione, gli artisti hanno portato a compimento quindici sculture di grandi dimensioni, alcune delle quali raggiungono i tre metri di altezza. Le opere riflettono visioni artistiche eterogenee: alcune traggono ispirazione dal paesaggio circostante e dalla sua storia, mentre altre affrontano temi legati alle ricerche individuali degli artisti.
Nel loro insieme, esse si inseriscono armoniosamente nel contesto geologico ed estetico del sito. Gli scultori hanno soggiornato in un campo adiacente all’area di lavoro, appositamente pensato per favorire la creazione artistica: lontano da distrazioni e dal rumore delle città e immerso nella quiete delle montagne e nella serenità del paesaggio invernale. Nel corso delle due settimane si sono consolidate profonde relazioni umane tra partecipanti e organizzatori, alimentando un autentico senso di unità, simile a quello di una vera e propria famiglia artistica; un’esperienza rara da vivere altrove. Il programma ha incluso delle visite culturali e turistiche a luoghi di interesse storico e naturalistico, oltre a serate dedicate alla musica e alle danze tradizionali omaniti, accompagnate da presentazioni sui costumi e sull’eredità culturale locale.
Questo ha permesso agli artisti di immergersi profondamente nella società omanita. Parallelamente, alcuni scultori emergenti sono stati invitati a partecipare a laboratori pratici, mentre numerosi pittori hanno raggiunto il Campo per documentare l’esperienza attraverso le proprie opere. Al termine delle attività, è stata allestita un’esposizione all’aperto delle sculture realizzate. Il Campo si è così concluso con un’esperienza visiva di grande impatto, capace di rendere tangibile il dialogo tra l’essere umano e la pietra, lasciando nel paesaggio un segno duraturo di bellezza. Per la prima volta, le opere rimarranno in esposizione permanente nell’area di realizzazione.

Insieme alle sculture delle edizioni precedenti, contribuiranno alla creazione di un museo a cielo aperto nel cuore della natura, una vera “pietra miliare” culturale e artistica nel Sultanato dell’Oman.