Ferriera di Cittadella: 70 anni di storia, dall’acciaio al filo diamantato
Settant’anni non sono solo un numero. Sono un filo che lega generazioni, scelte coraggiose e la capacità di reinventarsi senza perdere se stessi. Ferriera di Cittadella ha celebrato questo traguardo il 17 maggio, nello stabilimento di Riese Pio X, ritrovandosi insieme a dipendenti, famiglie, collaboratori e amici: una comunità, prima ancora che un’azienda. Un’occasione per fermarsi, guardarsi intorno e riconoscere quanto di umano si accumula in sette decenni di lavoro condiviso.
Il legame della famiglia Pirota con l’acciaio viene da lontano: da una ferramenta milanese dell’Ottocento, seguita da una ferriera in Friuli costruita nel dopoguerra. Da questa tradizione, nel 1956, Carlo Pirota porta a Cittadella energia, esperienza e la visione di chi sa già che cosa vuole costruire. Gli incentivi fiscali e i finanziamenti del dopoguerra aprono la strada, ma è la determinazione di un uomo e di una famiglia a fare la differenza. L’azienda cresce con i laminati commerciali, i turni si moltiplicano, una comunità locale si stringe attorno alla fabbrica.
Il figlio Renato ne raccoglie il testimone e imprime una svolta che nessuno avrebbe immaginato. Negli anni Settanta arriva l’intuizione che ridisegna tutto: applicare la competenza siderurgica al taglio del granito. Una lama innovativa, che lavora in accoppiata con graniglia metallica, un sistema che nessuno aveva ancora concepito. Ferriera di Cittadella diventa riferimento mondiale, servendo oltre 70 Paesi con una produzione che sfiora le 100.000 tonnellate. Negli anni Ottanta, il brevetto della lama scanalata consolida il vantaggio competitivo, trasformando un dettaglio tecnico in un segno distintivo riconosciuto a livello globale.
Dal 2014 inizia un nuovo capitolo. Margherita Pirota, figlia di Renato e attuale CEO dell’azienda, guida la transizione verso il filo diamantato: una tecnologia più precisa, efficiente e sostenibile per il taglio della pietra naturale. La terza generazione porta con sé lo stesso spirito pionieristico del nonno Carlo: guardare avanti senza dimenticare da dove si viene. “Stanno vivendo uno dei più bei momenti della vita di un’azienda”, dice Renato con lo sguardo di chi ha seminato e sa riconoscere certi percorsi.
Parlando della sua azienda Margherita dice: “La vedo come una compagna di vita”. Un luogo dove il lavoro è relazione, appartenenza, significato. Dipendenti che tornano a salutare dopo anni di pensione, figli e nipoti che lavorano dove lavoravano i padri: storie che si intrecciano e si ripetono, generazione dopo generazione, nella stessa fabbrica, tra le stesse mura. Una cultura fondata sul rispetto che attraversa i decenni e resta il vero motore dell’azienda.
Settant’anni con lo sguardo dritto verso il futuro. Perché ogni grande trasformazione nasce sempre dalla stessa radice: la curiosità di innovare e la determinazione di costruire, giorno dopo giorno.
FILO DIAMANTATO SCANALATO: 70 ANNI DI ESPERIENZA AL SERVIZIO DELL’INNOVAZIONE
La tecnologia del filo diamantato sta cambiando rapidamente, questo spinge il settore a guardare sempre più avanti. Il 2026 segna il 70° anniversario di Ferriera di Cittadella. Una stabilità rara nel settore, costruita su conduzione familiare, governance stabile e visione di lungo periodo: basi su cui poggia anche l’attività di Ricerca e Sviluppo. Il filo scanalato da 4,3 mm ne è un esempio concreto. È una soluzione collaudata, usata nelle segherie per tagliare materiali venati, brecciati e quarziti, dove stabilità di taglio e controllo delle vibrazioni sono fondamentali.
Con 46 perle al metro lineare e un profilo scanalato con anelli distanziatori, il filo aumenta i punti di contatto, riduce le vibrazioni e protegge l’integrità della lastra. Il risultato è un taglio più costante, superfici senza rigature e una maggiore continuità produttiva. Sul campo ha superato le 400 ore di lavoro su materiali diversi, dal marmo alla quarzite, confermando lunga durata e prestazioni stabili nel tempo. Anche il filo da 4,3 mm garantisce una larghezza di taglio di soli 0,2 mm in più rispetto al diametro della perla, un netto miglioramento rispetto alle versioni precedenti dei fili tradizionali, privi di anelli distanziatori.
Settant’anni di esperienza si traducono in questo: un prodotto solido e affidabile, capace di offrire una finitura di taglio migliore e meno fanghi di lavorazione, coerente con la visione di innovazione che guida Ferriera di Cittadella dal 1956.