Venticinque anni di Assograniti VCO: due giornate tra impresa, territorio e bellezza
Le Donne del Marmo a Crodo per celebrare un importante traguardo associativo e conoscere da vicino il patrimonio lapideo della Val d’Ossola
Il 24 e 25 luglio scorsi, Le Donne del Marmo hanno avuto il piacere di partecipare alle celebrazioni per il 25° anniversario della fondazione di Assograniti VCO: due giornate intense, durante le quali confronto professionale, conoscenza del territorio, cultura e bellezza si sono intrecciati in modo autentico. Ad accoglierci sono state Mariateresa Moro, presidente di Assograniti VCO e socia della nostra Associazione, e le figlie Tiziana e Raffaella Scaciga, anch’esse nostre socie.
Con grande disponibilità e passione ci hanno accompagnate alla scoperta di un territorio profondamente legato alla pietra e di un comparto produttivo che, da generazioni, contribuisce all’identità e all’economia della Val d’Ossola. Le celebrazioni si sono aperte venerdì 24 luglio, presso il Centro Studi Piero Ginocchi di Crodo, con il convegno dedicato ai venticinque anni di rappresentanza del settore. Dopo i saluti istituzionali, ai quali ha preso parte anche Antonella Di Biase, presidente nazionale de Le Donne del Marmo, Mariateresa Moro ha ripercorso la storia di Assograniti VCO: venticinque anni di impegno a fianco delle imprese, di tutela del comparto e di dialogo costante con le istituzioni. Il convegno ha offerto un’importante occasione di approfondimento sulle condizioni attuali e sulle prospettive future dell’attività estrattiva.
Dal confronto, sono emerse con chiarezza le difficoltà che interessano il settore: la complessità delle procedure autorizzative, la necessità di una pianificazione regionale adeguata, le problematiche ambientali, quelle legate alla sicurezza e alla presenza della silice, fino all’esigenza di conciliare la continuità produttiva con la tutela del territorio. Sono temi particolarmente significativi per un comparto economico che non può essere considerato separatamente dal contesto geografico e sociale in cui opera.
In questi luoghi, infatti, la pietra non rappresenta soltanto una risorsa da estrarre e trasformare: è parte del paesaggio, della memoria collettiva, del sapere artigianale e dell’identità stessa delle comunità. Accanto alle criticità, il convegno ha posto l’attenzione sulle opportunità offerte dalla ricerca e dall’innovazione. Si è parlato di sviluppo sostenibile, valorizzazione degli scarti, economia circolare, riutilizzo dei residui di lavorazione e confronto tra la pietra naturale e i prodotti artificiali sotto il profilo tecnico, ambientale ed economico.
Particolare interesse hanno suscitato anche le prospettive legate al Geoparco Sesia Valgrande e alle Indicazioni Geografiche Protette, estese ai prodotti artigianali e industriali, quale possibile strumento di tutela e valorizzazione delle pietre ornamentali piemontesi.
È emersa, soprattutto, la necessità di continuare a fare rete. Imprese, associazioni, università e istituzioni sono chiamate a costruire insieme nuovi percorsi in grado di sostenere il settore, promuovendone il valore economico senza dimenticare quello culturale e identitario. Al termine del convegno abbiamo condiviso un piacevole momento di convivialità, partecipando al pranzo offerto da Assograniti VCO alla comunità locale e a tutti gli ospiti presenti. Stare insieme attorno alla tavola ha permesso di proseguire il confronto in una dimensione più informale e spontanea, favorendo la conoscenza reciproca, lo scambio di esperienze e la nascita di nuove relazioni.
È stato un momento importante poiché, al di là degli interventi e degli approfondimenti tecnici, sono proprio le occasioni di incontro a rafforzare il senso di appartenenza a un comparto e a una comunità che condividono valori, difficoltà e prospettive. La prima giornata si è conclusa con un’esperienza di straordinaria intensità: la rappresentazione dell’“Aida” al Tones Teatro Natura, sorto all’interno dell’ex Cava Roncino, a Oira di Crevoladossola. In quel luogo incantevole, la montagna e la cava si sono trasformate in una scenografia naturale di eccezionale suggestione.
Le pareti di pietra, illuminate e attraversate dalla musica e dalle voci degli interpreti, sono diventate parte integrante della rappresentazione, amplificandone la forza espressiva ed emotiva. Non abbiamo semplicemente assistito a uno spettacolo: siamo state coinvolte in un’esperienza immersiva, nella quale la lirica, la pietra, il paesaggio e il cielo si sono fusi in un’unica, potente narrazione. La maestosità dell’“Aida” ha trovato nella cava uno scenario senza eguali, capace di restituire tutta la grandiosità dell’opera e, nello stesso tempo, di esaltare la bellezza del luogo.
È stato uno dei momenti più emozionanti dell’intero viaggio: la dimostrazione concreta di come un sito estrattivo dismesso possa essere restituito alla comunità e rinascere come spazio di cultura, incontro e bellezza. Un esempio straordinario di rigenerazione, nel quale la pietra, dopo aver raccontato il lavoro e la storia di un territorio, diventa teatro, architettura, suono ed emozione. La seconda giornata è stata, invece, dedicata alla visita alle cave e alle aziende di lavorazione del Serizzo e del Palissandro.
Ad accompagnarci sono state Tiziana e Raffaella Scaciga, che con competenza, disponibilità e profonda conoscenza del territorio ci hanno guidate alla scoperta delle principali realtà estrattive e produttive. Particolarmente affascinante è stata la visita alle cave di Palissandro. Osservare i fronti di estrazione e le naturali venature di questa pietra ha permesso di coglierne pienamente l’unicità. Ogni lastra racconta una storia geologica antichissima, che il lavoro e la capacità dell’uomo riescono a trasformare in architettura, design e manufatti destinati a durare nel tempo.
Entrare in una cava significa anche comprendere quanto lavoro, competenza e responsabilità siano racchiusi in ogni blocco di pietra. Significa osservare direttamente il rapporto, delicato e complesso, tra l’attività dell’uomo e l’ambiente naturale. La visita alle aziende ha completato questo percorso, mostrando il passaggio dalla materia grezza al prodotto lavorato e mettendo in evidenza la professionalità, le competenze tecniche e la cultura d’impresa che sostengono l’intera filiera. Eppure il valore più profondo di queste due giornate è andato oltre il pur ricco programma di attività.
Il 25° anniversario di Assograniti VCO è stato soprattutto un momento di condivisione e di vicinanza tra persone che, pur operando in luoghi e realtà differenti, riconoscono nella pietra una storia comune. È stata anche l’occasione per consolidare il legame tra Assograniti VCO e Le Donne del Marmo, reso ancora più significativo dalla presenza, all’interno della nostra Associazione, di Mariateresa, Tiziana e Raffaella. A loro va il nostro ringraziamento per l’accoglienza, l’attenzione e la generosità con cui ci hanno accompagnate.
Attraverso i loro racconti e la loro esperienza abbiamo conosciuto non soltanto un importante distretto produttivo, ma anche la tenacia delle imprese e delle famiglie che ogni giorno continuano a custodirne e rinnovarne la tradizione. Celebrare venticinque anni significa guardare con orgoglio al cammino compiuto, ma anche interrogarsi sul futuro. Assograniti VCO lo ha fatto aprendo un confronto concreto sulle difficoltà del presente e sulle opportunità che possono nascere dalla collaborazione, dall’innovazione e dalla capacità di raccontare adeguatamente il valore della pietra naturale.
Torniamo da questa esperienza con una consapevolezza ancora più forte: la pietra ci unisce, ma sono le persone, con il loro impegno, la loro passione e la loro capacità di condivisione, a rendere davvero speciale il nostro cammino.